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Click! Hackeriamo il capitalismo

eQua26: 8/9 maggio, presso il salone Stefano Kovac di Arci Provinciale, via Bellezza 16, Milano

Un appunto

“lo scopo del capitalismo è trasformare tutto ciò che esiste in profitto, riconfigiurandosi continuamente per trovare un posto all’interno dell’apparato produttivo a qualsiasi soggettività – umana o non umana, vivente o non vivente – al fine di sussumerla.”

Collettivo Ippolita.

Quest’anno eQua parte da un click. Il rumore di un interruttore che si spegne o accende a seconda di cosa vogliamo fare del nostro futuro.

Il sistema capitalistico sappiamo che vive di cicli economici e sociali. Le sue crisi sono funzionali alle sue ripartenze.

Tuttavia, leggendo i dati spaventosi contenuti nel recentissimo rapporto sulle disuguaglianze di Oxfam Italia, sembra proprio che il sistema sia arrivato ad un livello di crisi economica, morale, sociale di dimensioni mai viste.

I ricchissimi imprenditori, capi di stato, affaristi di ogni sorta, i Kings, sono ormai sfacciati nel teorizzare della necessità di dominare ed espandere il controllo sulle risorse materiali e sulla vita delle persone.

Quali sono gli anticorpi che possono hackerare il capitalismo e immaginare un futuro diverso? La risposta dell’Arci è nel mutualismo, nelle pratiche cooperative, nella costruzione di relazioni sociali, nella conoscenza ed elaborazione culturale diffusa, nella costruzione di movimenti sociali all’altezza della sfida.

Non è una novità, ma è forse la prima volta che viene esplicitato il fastidio per la democrazia, per le persone che si oppongono, per le marginalità sociali di ogni tipo, ostacoli ai loro progetti di dominio.

È un capitalismo dichiaratamente patriarcale, violento e oscuro, con ciò che emerge da fatti e nomi contenuti negli Epstein files.

Il controllo e la sorveglianza nell’era del capitalismo autoritario sono diventati gli strumenti principali per silenziare ogni tipo di opposizione politica e sociale.

È un capitalismo che si nutre di solitudini e di esclusione sociale. Genera disagio mentale diffuso, utilizza le grandi piattaforme digitali per orientare politiche, per costruire immaginari funzionali alla brama di potere.

Scatena guerre e genocidi per accaparrarsi terre e risorse naturali, devasta il Pianete Terra dimenticandosi che “è l’unico che abbiamo” e che umani e non umani hanno il diritto di viverci dignitosamente e in salute.

Come mai di fronte a questo mondo inquietante, le persone fanno così fatica a coalizzarsi per rispondere con forza a questa deriva autocratica, patriarcale, oppressiva, devastante? Quali sono gli anticorpi che possono hackerare il capitalismo e immaginare un futuro diverso? La risposta dell’Arci è nel mutualismo, nelle pratiche cooperative, nella costruzione di relazioni sociali, nella conoscenza ed elaborazione culturale diffusa, nella costruzione di movimenti sociali all’altezza della sfida.

Non è retorica, è la realtà che costruiamo ogni giorno.

Il mutualismo è quel click che accende le energie per la costruzione di un mondo nuovo.

Il movimento associativo è chiamato ad essere, con ancora più impegno, protagonista del cambiamento.

Proponiamo lo strumento “associativo” come dispositivo per allargare lo spazio civico, la partecipazione dei cittadini, per difendere e migliorare la nostra democrazia e costruire un’alternativa concreta al capitalismo vorace e alle solitudini che caratterizzano le disuguaglianze in aumento nel nostro Paese e non solo.