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A volte ritornano…

Arci Milano sta curando nuovamente un progetto in Libano, nel quartiere di Bab al-Tabbaneh di Tripoli

Anni fa Arci Milano, in sinergia con ARCS e grazie ai finanziamenti della Regione Lombardia, curò per tre annualità un progetto dedicato ai bambini del famigerato quartiere libanese di Bab el-Tabbaneh, allora considerato uno dei più difficili e pericolosi di tutto il medio oriente. 

Il quartiere della città di Tripoli racconta da solo la storia di una città divisa e fragile. Per anni il suo nome è stato legato agli scontri con il vicino quartiere di Jabal Mohsen, separato dalla tristemente nota Syria Street, linea di confine tra comunità sunnita e alawita. I ricordi della guerra civile, le tensioni settarie e le ripercussioni della guerra in Siria hanno trasformato il quartiere in un simbolo del conflitto urbano.

Oggi però Bab al-Tabbaneh non è solo una memoria di violenza, violenza sempre strisciante: è un luogo dove la precarietà quotidiana pesa su chi cresce lì, soprattutto i bambini. Edifici fatiscenti, strade affollate, servizi carenti, povertà diffusa, lavoro minorile, abusi: la vita quotidiana di un fanciullo nato nel quartiere è un equilibrio fragile, una scommessa quotidiana. 

Come in tutte le situazioni di crisi sono proprio i più piccoli a pagare il prezzo più alto. A livello nazionale UNICEF segnala che quasi un milione di bambini in Libano ha bisogno di protezione, e oltre un milione è a rischio di abbandono scolastico e sfruttamento. In quartieri come questo, ogni scuola chiusa, ogni strada pericolosa, ogni famiglia impoverita si traduce in opportunità perdute e vulnerabilità amplificate. E sono numerose le scuole del quartiere chiuse e trasformate in provvisori rifugi per accogliere gli sfollati dai bombardamenti israeliani che colpiscono ad ondate il sud del Libano.

In questa situazione resa ancora più grave dalle nuove e crescenti tensioni, Arci Milano ha contattato lo storico partner locale, la René Moawad Foundation, per capire in che modo poter affrontare la situazione, in che modo cercare di contrastare le quotidiane difficoltà che vivono i bambini del quartiere. E’ nato così il progetto “Nuovi Orizzonti”, finanziato dall’otto per mille della Tavola Valdese. 

In questo nuovo progetto, iniziato a novembre 2025, 60 fanciulli profughi a più alto rischio di emarginazione sociale potranno ricevere un’ adeguata istruzione e un supporto psicosociale per elaborare i lutti e le tragedie del vissuto quotidiano. Oltre al sostegno scolastico e ai momenti di supporto psicologico si doteranno i beneficiari – e le relative famiglie – di kit igienici e MHM (Menstrual Hygiene Managem). La vera sfida oggi è permettere a questi bambini di vivere con sicurezza, di andare a scuola, di giocare e di immaginare un futuro diverso dalle ombre del passato. E Arci Milano, grazie al suo partner storico in Libano e alla sensibilità dimostrata dalla Tavola Valdese, ancora una volta cerca di stare dalla parte giusta della vita e di raccogliere la sfida.

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