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Cristina Donà & Saverio Lanza a Arci in Festa, Milano – Estate al Castello

    Estate al Castello – 20anni senza Tom

    Due serate di festa, musica e di ragionamenti targati ARCI il sette e l’otto settembre a Milano, nell’ambito della rassegna Estate al Castello.
    Le serate sono dedicate, come tutte le iniziative di Arci, a Tom Benettollo, straordinario presidente nazionale dal 1997 fino alla sua troppo prematura morte a 53 anni nel 2004.
    Lo vogliamo ricordare perché era un magnifico difensore di tutti i diritti, da quelli del mondo del lavoro a quelli delle comunità LGBTQ+ e di tutte le minoranze sessuali e linguistiche dei diritti dei migranti, ma soprattutto perché è stato capace di costruire un sogno collettivo, una utopia che ancora oggi ci fa camminare, determinati, verso il progresso democratico della nostra società.

    7 settembre

    Il 7 settembre alle 18, nel Cortile della Rocchetta del Castello Sforzesco parleremo di Pace con:
    Francesca Albanese – relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati
    Luciana Castellina – Presidente onoraria di Arci
    Cecilia Strada – Parlamentare europea e attivista
    Irene Conca – Vicepresidente Arci Milano
    Coordina: Claudio Jampaglia – Giornalista Radio Popolare

    Alle 20:30 concerto di Cristina Donà & Saverio Lanza
    + Coro Malanga + Gli Arpioni + Special Guest
    Per la prevendita su mailticket cliccare qui

    Cristina Donà e Saverio Lanza con “Spiriti Guida” portano in scena uno spettacolo ricco ed eterogeneo, che accosta al repertorio di Cristina Donà l’opera di quegli artisti (gli spiriti guida appunto), che hanno nutrito la loro anima e contagiato il loro cammino. Lo spettacolo delinea un percorso evocativo dove le canzoni della Donà, scritte sovente a quattro mani con Lanza, lasciano affiorare i brani dei loro artisti di riferimento, dai primi ascolti giovanili fino a oggi, in una rilettura che attinge da Battisti ai Bee Gees al compositore Claudio Monteverdi, dai Beatles a Sinead O’Connor, passando per De Gregori, Bjork, Bowie e molti altri. Mondi diversissimi che, intrecciati al filo rosso delle canzoni di Cristina Donà e Saverio Lanza, danno vita ad uno spettacolo vitale, curioso, e allo stesso tempo poetico e profondo.


    Gli Arpioni porteranno sul palco del Castello il loro tributo al grande Enzo Jannacci.

    Malanga Voice Orchestra è un coro formato da 20 voci femminili che interpretano brani originali e composizioni tradizionali di musica del mondo riarrangiate da Mila Trani, ideatrice e direttrice del progetto. A completare il sound partecipano la chitarra di Alessandra Di Toma e le percussioni di Omar Torresi e Massimo Lo Giudice.

    8 settembre

    L’8 settembre, serata conclusiva di Estate al Castello, sempre nel Cortile della Rocchetta, alle 18 affronteremo il tema della Costituzione (e di come la stanno stravolgendo) con:
    Tommaso Sacchi – Assessore alla Cultura del Comune di Milano
    Walter Massa
    – Presidente Nazionale di Arci
    Rosy Bindi – Già ministra della salute e presidente della commissione antimafia
    Maria Cristina Cabiddu – Costituzionalista
    Susanna Camusso – Senatrice Pd
    Maso Notarianni – Presidente ARCI Milano
    Coordina Lorenza Ghidini – Direttora Radio Popolare

    Dalle 18:30, chi vuole può fare un salto alla fine del 15mo secolo, al tempo di Ludovico il Moro con la sfilata di attori e figuranti in costumi sforzeschi.
    Incontrerete Ludovico e tanti suoi contemporanei: sua moglie Beatrice D’Este, le amanti Cecilia Gallerani e Lucrezia Crivelli, i cortigiani, gli armigeri, i nobili, Cicco Simonetta e Leonardo Da Vinci, il Re di Francia Luigi XII e sua moglie Anna di Bretagna.
    Ci sarà anche Galeazzo Maria Sforza, morto nel dicembre 1476 per una congiura. E la sua vedova Bona di Savoia che assunse la reggenza per il figlio ancora piccolo, Gian Galeazzo Maria. Ma Si sa, la storia non è mai come ce l’aspettiamo.

    Alle 21 concerto di Margherita Vicario
    (Per la prevendita su mailticket cliccare qui)


    Il tour 2024 di Margherita Vicario è partito a colpi di sold out da Matera, Molfetta e Taranto. Prodotta da Vivo Concerti, la nuova avventura live con cui la cantautrice, attrice e regista attraverserà alcune delle venue più importanti d’Italia, è pronta a conquistare quest’estate lo stivale da nord a sud.
    Margherita guiderà il pubblico in un travolgente viaggio in musica tra grandi hit del passato, canzoni del nuovo EP Showtime (Island Records/Universal Music Italy, Metatron, Dade), e assaggi della colonna sonora di GLORIA! scritta, prodotta e curata per intero da Margherita stessa e Dade.

    Tom Benettollo

    Vent’anni dopo Tom Benetollo resta il nostro lampadiere

    Walter Masso, Presidente nazionale Arci

    Non è facile raccontare Tom Benetollo, calandolo nella realtà che stiamo vivendo. Avverto quanto sia rischioso riannodare il filo di questi vent’anni dalla sua scomparsa e di quanto questo possa far emergere un tratto retorico capace di ossidare tutto, compreso il senso genuino della parola mancanza. Oltre alle risate e serate divertenti al Meeting Antirazzista di Cecina, oltre alla sua grande capacità di farci guardare un orizzonte oltre il nostro naso, oltre all’incredibile forza di questo omone alto, grande e grosso ma mai minaccioso, sempre con la valigia in mano, a noi manca l’uomo, l’amico, il compagno capace tra le altre cose di rassicurarci, di smorzare la tensione, di intravedere sempre una via d’uscita anche nelle situazioni più difficili.

    Ma c’è una cosa che abbiamo condiviso con Eva e Gabriele in primis e poi con tutta l’Arci per questo ventennale, rifuggire da tutto ciò che potrebbe apparire polveroso e stantio tenendo fede ad una sua celebre frase: «Arrendersi al presente è il modo peggiore per costruire il futuro». E senza peccare di retorica, vorrei condividere il senso della mancanza che in tante e tanti abbiamo vissuto da quel giugno di vent’anni fa. Una mancanza che spesso si è mascherata dietro quelle domande senza risposte: «Che avrebbe detto Tom? Che avrebbe fatto Tom?». Domande senza risposte certe che alla fine servivano a riportare i nostri pensieri a quell’Arci della fine degli anni ‘90 e i primi 2000 che abbiamo vissuto e di cui ci siamo sentiti tutte e tutti protagonisti e responsabili.

    Quelle domande sono state anche lo specchio di paure, solitudine, difficoltà, ma il richiamo di una stagione grande che doveva ritornare per farci sentire «dalla parte giusta della vita» è sempre stato più forte. E così oggi ci sentiamo nuovamente in quel solco che Tom, Giampiero Rasimelli, Raffaella Bolini, Daniele Lorenzi e tutto il gruppo dirigente di allora tracciarono con una forza e una lungimiranza incredibili. Dunque non è stato difficile riposizionarci con credibilità dentro quella faglia pacifista e internazionalista, che continua a battersi per la supremazia della diplomazia e del diritto internazionale, che difende la Costituzione sempre, articolo 11 compreso, che non ha paura delle etichette mainstream affibbiate per violentare le storie, la memoria e i valori di individui e collettivi solo perché chiama con il proprio nome lo sterminio di un popolo, in barba a qualsiasi risoluzione internazionale. Così come rifiuta, dai tempi della legge Turco-Napolitano e poi della Bossi-Fini, questa idea che nel mondo esistano uomini e donne diversi, alcuni con più diritti degli altri e altri costretti a soccombere per garantire ai primi privilegi e prosperità.

    Il tratto più significativo di questa giornata sarà che mentre in tantissimi ricorderemo festeggiando il nostro – per sempre – presidente nazionale, diversi di noi saranno a Fiumicino ad accogliere un nuovo aereo proveniente dal Pakistan con a bordo famiglie afghane in fuga dopo l’estate del 2021. I famosi corridoi umanitari che continuano a dare speranza nel silenzio più totale, a donne e uomini in fuga dai talebani.

    Siamo convinti che ci sia bisogno di più Arci nei territori, garantendo cultura, socialità, solidarietà, presidio del territorio e rifugio per quanti si sentano esclusi o soli, non dimenticando mai l’esercizio della democrazia come pratica quotidiana del nostro essere associazione, una pratica che è al tempo stesso educazione civica continua e politica da cui non rifuggiamo più ma pratichiamo con orgoglio e autonomia. Tom sarà per sempre il presidente dell’Arci. Non solo per l’affetto e la riconoscenza che pure c’è ed è tantissima, ma perché l’Arci che vedete oggi è in gran parte merito delle sue intuizioni e del lavoro del gruppo dirigente che lo ha accompagnato in quegli anni, che lo ha sostenuto, che ne ha praticato uno stile unico e credibile, fondato sulla cura, l’incontro e la prossimità, la vicinanza anche fisica alle vertenze giuste in ogni angolo del nostro Paese, con l’azione dei suoi circoli e dei comitati, e nel mondo, praticando solidarietà e fratellanza.

    Nel suo stile questa Arci rimane forte di una ritrosia atavica all’autoreferenzialità. Perché Tom era un leader senza essere un leader che è oggi il messaggio più rivoluzionario si possa dare a questa politica tutta concentrata sui leaderismi. Tom sarà dunque sempre il nostro presidente, il nostro lampadiere, la nostra guida in questa notte oscura verso un’alba di speranza e di rinascita. E questa è anche una promessa.